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sabato 19 giugno 2010

Qualche consiglio per il colloquio

Buongiorno a tutti.
Ieri sera uno di voi mi chiesto se, a scritti conclusi, non ci fosse qualche consiglio utile per il colloquio orale.  

giovedì 10 giugno 2010

Quattro consigli per la prova scritta

Ne parlavo con alcuni di voi... quindi posto qui queste brevissime note per i residui passanti.

domenica 6 giugno 2010

Sull'uso del web per le tesine

Web e cultura
Sul web è ormai possibile trovare molto materiale su qualsiasi argomento. Del resto, come avrete probabilmente imparato durante le ultime lezioni di storia,

domenica 30 maggio 2010

Tesina

Ho letto ormai diverse tesine e ho notato che presentano un problema comune: sono quasi tutte centrate sulla biografia dell'autore scelto. Alcune, addirittura, riportano unicamente una biografia. In genere non vengono nemmeno citati i brani analizzati in classe.

domenica 16 maggio 2010

Primo Levi - Da I sommersi e i salvati

Ecco alcuni brani tratti da I sommersi e i salvati di Primo Levi. Si tratta dei testi che leggemmo in classe in occasione del Giorno della Memoria.

Per chi avesse problemi con la versione in formato pdf ecco lo stesso testo in formato .doc.

Quasimodo

i navigli, milano / milan - italyImage by Paolo Margari via Flickr
Due poesie di Quasimodo.

martedì 11 maggio 2010

Ungaretti - Poesie

Alcune poesie di Giuseppe Ungaretti

Veglia
Fratelli
Soldati
San Martino del Carso
Natale


Nel video potrete ascoltare Ungaretti che legge una delle sue poesie più belle, Sono una creatura, dalla raccolta L'allegria.

Montale - Poesie

I testi delle poesie di Eugenio Montale


Non chiederci la parola...
Meriggiare pallido e assorto...
Spesso il male di vivere...
Ho sceso, dandoti il braccio...



Qui a fianco potete leggere/ascoltare Meriggiare pallido e assorto. La voce è quella di Roberto Herlitzka, la musica di sottofondo è di Wim Mertens

Marinetti - Sì, sì, così, l'aurora sul mare

Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944)
Un altro testo relativo al Futurismo (di cui parlerete in classe).
Che cosa viene descritto? Che cosa vi colpisce o vi sembra insolito? Quali sono gli elementi di novità? Vi sembra che vengano rispettate le regole indicate nel manifesto tecnico della letteratura futurista dallo stesso Marinetti?

venerdì 7 maggio 2010

Manifesto del Futurismo

Il 20 febbraio 1909, Filippo Tommaso Marinetti ottiene la pubblicazione, sulla prima pagina del quotidiano parigino "Le Figaro" (riprodotta nell'immagine qui a fianco), di un suo testo intitolato "Le Futurisme". É il manifesto di fondazione del Futurismo. Di seguito alcuni degli undici punti dei quali è costituito (il seguente testo è ridotto e adattato)


1. Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità. 
2. Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia. 
3. [...]
4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un automobile da corsa, col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo[...], è più bello della Vittoria di Samotracia. 
5. Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita. 
6. [...]
7. Non v'è più bellezza, se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per indurle a prostrarsi davanti all'uomo. 
8. [...]
9. Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna. 
10. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche [...] e combattere contro il moralismo, il femminismo [...]. 
11. Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa; [...] canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri incendiati da violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano[...]
 
Di grande importanza, e di poco successivo, è anche il Manifesto della Pittura Futurista, firmato tra gli altri da Boccioni, Carrà e Balla.
Di importanza anche maggiore, dal nostro punto di vista, è il seguente documento, anch'esso opera di F. T. Marinetti, che vi propongo in versione ridotta (molto ridotta) e adattata.

MANIFESTO TECNICO
DELLA LETTERATURA FUTURISTA

[...]
1. Bisogna distruggere la sintassi, disponendo i sostantivi a caso, come nascono.
2. Si deve usare il verbo all'infinito, perché si adatti elasticamente al sostantivo e non lo sottoponga all'io dello scrittore che osserva o immagina.  [...]
3. Si deve abolire l'aggettivo perché il sostantivo nudo conservi il suo colore essenziale.
L'aggettivo avendo in sé un carattere di sfumatura, è incompatibile con la nostra visione dinamica, poiché suppone una sosta, una meditazione.
4. Si deve abolire l'avverbio, vecchia fibbia che tiene unite l'una all'altra le parole. [...]
5. Ogni sostantivo deve avere il suo doppio, cioè il sostantivo deve essere seguìto, senza congiunzione, dal sostantivo a cui è legato per analogia. Esempio: uomo-torpediniera, donna-golfo, folla-risacca, piazza-imbuto, porta-rubinetto.
[…] Bisogna dunque sopprimere il come, il quale, il così, il simile a. [...]
6. Abolire anche la punteggiatura. [...] Per accentuare certi movimenti e indicare le loro direzioni, s'impiegheranno i segni della matematica: +--x: = < >, e i segni musicali.
7. […] La poesia deve essere un seguito ininterrotto d'immagini nuove, senza di che non è altro che anemia e clorosi. [...]
11. Distruggere nella letteratura l'«io», cioè tutta la psicologia. L'uomo completamente avariato dalla biblioteca e dal museo, sottoposto a una logica e ad una saggezza spaventose, non offre assolutamente più interesse alcuno. [...]


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edit: rispondo qui al commento di Francesco... così la risposta sarà utile a tutti.
I testi di questo post li leggerete con la Prof.ssa Fasano.
In ogni caso il blog continuerà a svolgere la sua funzione: rendere disponibili i materiali e, se vi va, condividere dubbi.

domenica 2 maggio 2010

Un esempio di recensione

Al seguente indirizzo potrete leggere un buon esempio di recensione (sia chiaro: si è letto di meglio).
Il motivo per cui scelgo questa recensione e non un'altra è molto semplice: uno di voi, beata ingenuità, ha cercato di farla passare come il frutto del proprio lavoro.

http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=46991

Mi fate sapere cosa ne pensate?

venerdì 23 aprile 2010

Scheda film

Mi è appena arrivata una mail che giustamente reclama la scheda di analisi per il film che vi consegnai tempo addietro. Ero convinto che fosse qui sul blog, ma non c'è. Ricordo con precisione che ve la feci avere e che ne possedevo gelosamente una copia digitalizzata ma, al momento, non riesco a rintracciarla. Quindi ne approfitto per ripiegare su un modello più aperto, il seguente.
  1. redigete una breve e schematica carta d'identità con le informazioni di rito (titolo, regista, genere... fermatevi qui o aggiungete ciò che vi sembra rilevante);
  2. spiegate di che cosa parla il film (quali sono le tematiche affrontate e qual è il messaggio centrale);
  3. fate un breve accenno alla trama (ripeto: breve accenno alla trama... se nonostante tutti i vostri sforzi non riuscite ad esser brevi, saltate il punto 3);
  4. analizzate (mentalmente o sul foglio di "mala") la struttura narrativa, l'ambientazione e il sistema dei personaggi (usando le regole che abbiamo appreso studiando il testo narrativo) e limitatevi ad indicare le cose che vi sembrano degne di nota;
  5. Inserite un giudizio personale (spiegate se e perché il film vi è piaciuto o spiegate, senza problemi, se e perché il film non vi è piaciuto)
Il tutto non dovrebbe superare le 2000 battute (circa mezzo A4, in corpo 12): mi interessa che proviate a selezionare, che distinguiate ciò che secondo voi è rilevante da ciò che secondo voi non lo è.
Ricordate che lo scopo del vostro testo dovrà essere questo: far capire di che film si tratta, di cosa parla e perché vale / non vale la pena andarlo a vedere.

La recensione

La recensione
Dal lat. recensēre: ‘esaminare’

Ogni testo per essere un testo deve informare: a questa legge non sfugge la recensione. Sua particolarità è che deve informare sull’oggetto recensito e che tale oggetto è, tipicamente, un libro o film (ma anche un artista, un videogioco, una rivista, un sito web...). La recensione è un testo descrittivo-argomentativo: descrive un oggetto e formula una tesi, motivata, su questo oggetto.
La recensione, in linea di massima, persegue le seguenti finalità:
  1. Analizzare e descrivere l’oggetto recensito aggiungendo eventuali notizie sull’autore e sugli avvenimenti storici che costituiscono il contesto della vicenda narrata;
  2. Mettere a fuoco le tematiche e le scelte espositive (struttura narrativa, linguaggio, montaggio...) dell’oggetto recensito evidenziando eventuali collegamenti con altre opere dell’autore o con altre opere dello stesso genere (es. recensendo Abbaiare stanca di Daniel Pennac si potrebbero fare dei paragoni con l’Occhio del lupo; recensendo Twilight di Catherine Hardwicke si potrebbe citare Lasciami entrare di Tomas Alfredson)
  3. Formulare un giudizio, cercando di giustificare la propria opinione.
Nello scrivere una recensione potremmo, almeno all’inizio, idearla e strutturarla come se fosse divisa in due parti: una prima parte che si occuperà di descrivere in modo oggettivo l’opera in esame - informazioni riguardo alla storia, con accenni alla trama ma senza svelare il finale, ed eventuali elementi interpretativi (1) - e una seconda parte che dovrà dar spazio al commento e argomentare il giudizio.

Esercizi:
  • scrivere una recensione su un film o un libro (no Repubblica@scuola)
  • scrivere una recensione su Lady Gaga (no Repubblica@scuola)
  • scrivere una recensione su una poesia del Pascoli (inserendo anche un raffronto con un’altra poesia del Pascoli) TUTTI

__________________________________
1. Gli elementi interpretativi sono parte essenziale della recensione. Al momento possiamo farne a meno.

The Machine is Us/ing Us

Visto che ultimamente ci è capitato spesso di parlare di nuovi media e di social network, vi posto questa divertente e intelligente riflessione sul web 2.0. L'autore è Michael Wesch, professore di antropologia culturale alla Kansas State University.




L'inglese non è il tuo forte? Esiste una versione "tradotta" in italiano

Una storiella sul razzismo

Questa è una storiella sul razzismo che gira in rete e che mi è stata segnalata da uno di voi.

Una donna bianca, di circa cinquanta anni, si siede accanto ad un nero.
Visibilmente turbata chiama la hostess.
L'hostess: "Qual è il suo problema, Signora?"
La donna bianca: "Ma dunque non vedete? Mi avete messo accanto a...
Non è possibile! faccia qualcosa! Mi dia un altro posto, per favore!!".
L'hostess: "Si calmi quasi tutti i posti di questo volo sono occupati.
Vado  a vedere se c'è un posto disponibile".
L'hostess si allontana e ritorna dopo qualche minuto...
"Signora, come pensavo non ci sono più posti liberi in classe economica. Ho parlato al comandante che mi ha confermato che non ci sono più posti nella  classe exécutive. Tuttavia abbiamo ancora un posto in prima classe".
Prima che la signora possa fare il minimo commento, l'hostess continua:
"È del tutto inusuale nella nostra compagnia permettere ad un passeggero di classe economica di sedersi in prima classe. Ma, viste le circostanze, il comandante pensa che sarebbe scandaloso obbligare qualcuno a sedersi accanto ad una persona così sgradevole". L'hostess si gira verso il nero e gli dice: "Dunque, Signore, se lo desidera, prenda il suo bagaglio a mano poiché la attende un posto in prima classe".
Tutti gli altri passeggeri che assistevano alla scena, si alzarono e applaudirono.

venerdì 16 aprile 2010

X Agosto



San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché sì gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto:       5
l'uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de' suoi rondinini.

Ora è là come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;       10
e il suo nido è nell'ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido       15
portava due bambole in dono...

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano       20

E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
Oh! d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del Male!

La pioggia nel pineto

Interpretazione di una bellezza paralizzante. (il brano di sottofondo è Comptine d'un autre été: l'après midi, di Yann Tiersen, dalla colonna sonora di Le fabuleux destin d'Amélie Poulain)



Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
       5parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
       10Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
       15divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
       20piove su i nostri vólti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
       25leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
       30che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.

Odi? La pioggia cade
su la solitaria
       35verdura
con un crepitìo che dura
e varia nell'aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
       40Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
       45né il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancóra, stromenti
       50diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
       55d'arborea vita viventi;
e il tuo vólto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
       60auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.

       65Ascolta, ascolta. L'accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
       70che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall'umida ombra remota.
       75Più sordo, e più fioco
s'allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
       80Non s'ode voce dal mare.
Or s'ode su tutta la fronda
crosciare
l'argentea pioggia
che monda,
       85il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell'aria
       90è muta; ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
       95E piove su le tue ciglia,
Ermione.

Piove su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga
ma di piacere; non bianca
       100ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pèsca
       105intatta,
tra le pàlpebre gli occhi
son come polle tra l'erbe,
i denti negli alvèoli
son come mandorle acerbe.
       110E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i mallèoli
c'intrica i ginocchi)
       115chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri vólti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
       120su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
       125su la favola bella
che ieri
m'illuse, che oggi t'illude,
o Ermione.

Lavandare



Nel campo mezzo grigio e mezzo nero
resta un aratro senza buoi che pare
dimenticato, tra il vapor leggero.       

E cadenzato dalla gora viene
lo sciabordare delle lavandare
con tonfi spessi e lunghe cantilene:      

Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese!
quando partisti, come son rimasta!
come l'aratro in mezzo alla maggese.

Pascoli - Gelsomino Notturno



E s'aprono i fiori notturni,
nell'ora che penso ai miei cari.
Sono apparse in mezzo ai viburni
le farfalle crepuscolari.

Da un pezzo si tacquero i gridi
là sola una casa bisbiglia.
Sotto l'ali dormono i nidi,
come gli occhi sotto le ciglia.

Dai calici aperti si esala
l'odore di fragole rosse.
Splende un lume là nella sala.
Nasce l'erba sopra le fosse.

Un'ape tardiva sussurra
trovando già prese le celle.
La Chioccetta per l'aia azzurra
va col suo pigolio di stelle.

Per tutta la notte s'esala
l'odore che passa col vento.
Passa il lume su per la scala;
brilla al primo piano: s'è spento...

è l'alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,
dentro l'urna molle e segreta,
non so che felicità nuova.

martedì 13 aprile 2010

Incontri prevenzione uso stupefacenti - gli spot utilizzati

Leggendo le vostre relazioni sugli incontri con gli esperti del SerT (progetto Laboratorio Osservazione Organizzazione Prevenzione), ho notato che la prima lezione, incentrata sull'analisi di alcuni spot pubblicitati, vi ha creato qualche perplessità e, anche se ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che l'obiettivo era quello di farvi riflettere sui messaggi dei media che invitano a superare i propri limiti, alcuni di voi sembrano avere ancora qualche dubbio residuo. Riguardare gli spot ora, a percorso concluso, potrà essere utile a comprendere meglio la filosofia del corso e la correlazione che i docenti del corso. Per questo motivo ecco i link alle pagine di Progetto Steadycam:
In ogni pagina, oltre al video, è presente una sintetica analisi.

Un altro momento di perplessità riguarda la finalità dell'incontro. Ne approfitto per chiarire.
Nel vostro caso si è trattato di prevenzione primaria: chi esegue l'intervento lo fa a prescindere dal fatto che siano emerse specifiche problematicità legate all’uso di droghe e il suo scopo è quello di modificare il contesto in cui interviene  in modo da permettere ai soggetti contattati (in questo caso, gli alunni delle classi terze) di affrontare con maggiori competenze e informazioni le questioni e i temi discussi.