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martedì 10 marzo 2009

Galileo e le sacre scritture

Galileo Galilei. Portrait in crayon by Leoni.
Il seguente brano -adattato- è tratto da
Galileo Galilei, Lettera alla Granduchessa di Toscana Cristina di Lorena.
Il motivo per cui viene condannata l'opinione della mobilità della terra e della stabilità del Sole è che, leggendosi nelle sacre scritture che il Sole si muove e che la Terra sta ferma e non potendo le Sacre scritture mentire o errare, ne deriva per necessaria conseguenza che chi volesse affermare il contrario sarebbe in errore.
A questo proposito mi sembra si debba innanzitutto osservare che la Sacra scrittura, come è santissimamente detto e prudentissimamente stabilito, non può mai mentire se si comprende il suo vero significato, che a volte può essere nascosto e molto diverso da quello apparente delle pure e semplici parole.
Altrimenti, se ci si fermasse sempre al significato letterale di esse, si potrebbe far apparire che contengono contraddizioni e affermazioni lontane dal vero, o addirittura gravi eresie o bestemmie: infatti dovremmo allora dare a Dio piedi, mani e occhi, o sentimenti umani come l'ira, il pentimento, l'odio... cose che gli scrittori sacri scrissero sotto dettatura dello Spirito Santo per adattarsi alle capacità di comprensione del popolo rozzo, per cui è necessario che gli interpreti delle Sacre scritture ne chiariscano il vero significato.
Perciò mi pare che nelle dispute attorno a problemi naturali non si dovrebbe cominciare dalle autorevoli affermazioni delle Scritture, ma dalle sensate esperienze e dalle dimostrazioni necessarie.

Confrontare questo brano con il documento riportato a p. 219 de “L’ora di storia”.

mercoledì 11 febbraio 2009

ATTO DI SUPREMAZIA DI ENRICO VIII

ATTO DI SUPREMAZIA DI ENRICO VIII (1534)

Atto che riguarda il fatto che Sua Altezza il Re è il supremo Capo della Chiesa d’Inghilterra, ed ha autorità di riformare e raddrizzare tutti gli errori, eresie e abusi in quanto tale.

Sebbene la Maestà del re giustamente ed in modo conforme al diritto sia, e sia da ritenere, il Capo Supremo della Chiesa d’Inghilterra, e così è riconosciuto dal Clero di questo reame nelle sue assemblee [Convocations]; tuttavia, per corroborare e confermare ciò, e per l’accrescimento della forza della religione in Cristo all’interno di questo reame d’Inghilterra, e per reprimere ed estirpare tutti gli orrori, eresie ed altre enormità ed abusi ora e in futuro, Sia stabilito, sull’autorità di questo presente Parlamento, che il re, nostro sovrano Signore, i suoi eredi e successori re di questo reame, siano tenuti, accettati e reputati l’unico supremo capo sulla terra della Chiesa d’Inghilterra chiamata Anglicana Ecclesia, ed avranno e godranno, connessi ed uniti all’imperiale Corona di questo reame, come il titolo così tutti gli onori, dignità, preminenze, giurisdizioni, privilegi, immunità, profitti e comodità, che sono connesse ed appartengono alla detta dignità di capo supremo della medesima Chiesa [...]

mercoledì 9 gennaio 2008

fonti - feudalesimo

Due brevi documenti che possono aiutarci a capire meglio il rapporto di vassallaggio.

LA « RACCOMANDAZIONE »

Essendo noto che non ho da nutrirmi e da vestirmi, ho chiesto alla vostra pietà, e la vostra volontà ha consentito, di affidarmi o commendarmi al vostro mundio; e questo ho fatto in tal modo: che tu mi debba sovvenire del vitto e del vestimento ed io ti darò il mio servizio e la mia devozione; e finché vivrò ti dovrò servizio e ossequio di natura non servile, da uomo libero. Non avrò la facoltà di sottrarmi alla vostra potestà durante la mia vita, rimarrò sotto la vostra potestà e protezione per tutta la vita.
Trad. da: Formulae Turonenses, 43, in Monumento Germaniae Historica, Legum sectio V, Formulae, ed. a cura di K. Zevmer, Hannover 1886.


FORMULA DI GIURAMENTO DI FEDELTÀ A CARLOMAGNO
Giuramento col quale prometto di essere fedele al mio signore Carlo, il piissimo imperatore, figlio del re Pipino e di Berta, come un vassallo per legge dev'essere al suo signore, per la salvaguardia del suo regno e della sua legge. Rispetterò e voglio rispettare questo giuramento, per quanto so e comprendo, da ora in poi, con l'aiuto di Dio, creatore del cielo e della terra, e di queste reliquie dei santi.
Testo citato in F. GANSHOF, Qu'est-ce-que la féodalité?, Bruxelles 1947.